(SR) 9: Costa Degli Dei

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COSTA DEGLI DEI

The old & the young alike have turned couch potatoes – glued to the idiot box – overnight
Riyan Ramanath


ARRIVO

Calliope! Calabria!
Oggi sono il nemico acerrimo dei versi insipidi
Il capo bardo degli iperborei
Curatore eletto della gelida tomba di Saturno
Io son l’Italia e l’Italia sono io
Al culmine delle mie capacità di poeta
Italia! Vengo da te!
Lasciami domare le tue muse più selvagge
Illuminare le catacombe pagane
Lascia che me diverta nella tua lingua aulica
Sono all’apice delle mie abilita di poeta
l’Italiano è la lingua più poetica
Dalla bocca di Dante stesso
Ma se Dante avesse incontrato Demostene
Allora, quanto più gloriosa sarebbe


REGGIO

Mi svegliai all’alba su una sporgenza di boscaglia collinare
E avevo ragione su quel debole odore di merda di cane
Attraverso i vapori mattutini un panorama ombroso
L’insurrezione dello stretto di Messina e della Sicilia
Poi, assaporando la rinascita di sapori freschi
Mentre le belle donne d’Italia dormono ancora
Per entrare nel set di un barista star del cinema
Trangugio il primo cappuccino obbligatorio;
Come quando l’alfiere dell’undicesima legione
Saltando nelle onde britanniche, invocando gli dei
Mi spruzzo con cornucopie di prelibatezze calabresi
Deliziami e stupiscimi con l’eleganza rustica
Ne ho sentito solo voci nei vecchi libri
Eri un sogno per me e ora sei reale


LA RICERCA

Nella squisita dolcezza della quiete
L’istruzione silenziosa del vino che affonda nella psiche
Gettare i pensieri nei venti volubili dei sogni
Rannicchiato nella mia tenda mi addormento
Riscaldato da questo meraviglioso vino calabrese
Tropea non mi piace
Troppi turisti, troppe cipolle rosse
Decido subito di partire per l’entroterra
Osservare le somiglianze tra due testi
Un’oscura tragedia sacra della regione
L’unica produzione di Serafino de Salandra
E il famoso poema epico inglese di John Milton
Adam caduto, Il paradiso perduto,
Qualunque sia la verità, spero che questo tour la trovi!


TRISOLINA

Inizio la mia giornata immaginando gli schiavi di Trisolina
Da tutte le parti dell’impero, che si preoccupano di me!
Pane, salame piccante e vino rosso locale
Il mio sangue va bene, ma il sangue è ancora più fine
Se mescolato con vino pesante! Un momento importante
La tenda è alzata e spuntano scenari spettacolari
Dal doloroso sollevamento del terreno tettonico
Antichi terrazzamenti fiancheggiano i pendii della valle
Stavo sulla linea di faglia tettonica
Tra l’Africa e l’Europa, quando i gemiti selvaggi
Formarono gole mozzafiato
Dove le case distrutte furono distrutte e abbandonate
Lasciati agli spazzini di tutta la Calabria
Pentedattilo, Papasidero & Papilglionti.


LE ROVENE

Ecco una parvenza di silenzio
A parte le api, le mosche e il cinguettio degli uccelli canori
& brezze che trasportano i sogni di Petrarca e Mazzoni;
Spavento una donna che raccoglie rami
Spiega che ero in campeggio, lei è seccata
Mi dice che avrei dovuto dirglielo ieri sera
E avrei potuto unirmi alla sua famiglia alla fattoria;
Nella città in rovina la fontana funziona ancora
Rinfrescato dentro e fuori, un cagnolino si precipita fuori
Ringhiando alla vecchia della porta accanto
Io dico che non c’è problema, lei dice che c’è
Che il cane la fa impazzire con il suo abbaiare
Entrando nei fischi e nei fruscii senza tempo della natura
Lascio quei vicini alle loro infinite dispute!


CAPPUCINO

Entro al bar a colazione
Uomini muscolosi che stringono ditali di caffè denso
Turn è all’unisono, stordito dall’istinto
Un uomo dalla carnagione scura, forse arabo
Inizia il rito, il rito dell’autoaffermazione
Di indurre la calma nella prosperità
Ospitalità forse, e dico, non proprio in queste parole
Sono un cavallo dei deserti del Nord Africa,
Allevato in una scuderia inglese,
A caccia della vittoria nel Palio di Siena
E soprattutto sono un poeta
E vorrei continuare il mio viaggio in pace
E posso avere un cappuccino, per favore?
E posso caricare il mio telefono qui, grazie mille


LA BELLEZZA

Gli usignoli cantavano prima che il Buddha parlasse
E mi sono svegliato in Italia una mattina
Il suono degli uccelli e l’odore della lavanda
Sul sito di una villa romana, sorridente…
…aspetto l’autobus per mezzogiorno
Compro le banane dal furgone della frutta
Una donna calabrese mi fissa
Occhi voluttuosi, capelli lunghi e ricci
Trecce minoiche, labbra da baciare
Oggi irraggiungibile – lungo slalom verso la costa
All’improvviso emergono miglia sopra quelle pianur
Avevo scalato da ieri, in salita fino in fondo,
Tetti arancioni che ricoprono la ricca terra verde
Come le foglie d’autunno, andiamo girando verso il basso


THE EXPLORER

I do not fear the rustic knife
I am not afraid of the darker cantons
To all the world’s fieldworkers – I salute you
But not the wicked soil-owners – I condemn you!
Today I am fascinated by Fascism
Let Italy be more temporiz’d than Il Duce,
Reflecting, only, his better parts!
Let me explore these splendid territories
& in my sonnets make a train’d report
Possessing tendencies to innovate
Which aided Ariosto’s surpassing of Homer
Hoping for a reception of pure intentions
As when Cytheris saw those eclogues of Virgil
Which captivated Cicero as the second hope of Rome!


PIZZO

Godlike on the Coast of the Gods
Invigorated by the promise of an amazing today
I am a beetle on the road, hacking thro’ Calabria
Creeping onwards under my synthetic carapace
But sometimes on a bus – I am, from one, disgorg’d
On the traffic heavy edge of Vibo Valentina –
Along the coast Pizzo’s rock, encrusted in sea-salt
Promises Italy in her purest form
A maze of streets & steep up-rising places
Bushy-hair’d Luna from Manfredonia
Preaching brave Murat’s murder in this place
Hand on his heart, barking his last orders
Open fire! Twelve heart-aim’d musketballs,
Dropp’d him like a silk handkerchief!


GARIBALDI

By the crystalline waters of the Coast of Gods,
I have a mortal thirst, stumble on a fountain
By shade & relaxation on chairs of pallets
Quenching my drought by proud & polished plaque;
“Garibaldi della briganta Orsino
Trovarona fescia & ristora”
Ah – Garibaldi – the glue of Italy!
Whose faults merely defects of your virtues
Whose voice halted forests of spiky lances
Ruthlessly trampling truceless regions
Here, stirr’d by your soul to the war cry
How the people of Pizzo applauded you…
“Accoglienti che il circondo
Di afetto al grido de viva Italia”


WALKING

After several delicious pinches of aqua vitae
Gasping with joy in the yawning gap of time,
Approaching the climactic resolution
Of my spiritual & artistic quest
I have come to Calabria; mountain, sea & sky,
& return to your road, my poet’s path
Reaching the edge of a town of high vantage
Can see exactly where I’m supposed to be going
Long yellow line of sand pointing to Lamezia
Hanging on happy hills, I set foot forth
Following long roads – flat, uninspiring,
But testing my stamina & mental resolve,
A game of survival, making sweetest moments
All that more sweet, feet springing over tarmac.


REFRESHMENTS

I am an Englishman, would rather lose
A battleship than a game of cricket,
But I simply adore the way Italian men –
Botticelli painting Venus in an Oyster,
Bertolucci ruminating in his bedroom,
Stradivarus carving curves in his busy workshop –
Swagger off smug-like after buying ice cream,
Like they’d just finally found the answer
To the meaning of life – I saw it happen
More than once at the Nopeto tourist village,
The super-relaxing gelateria ‘Enrico’,
Whose red-haired waitress rare in italy
Delights me, while in the shade I’m drinking beer
Chewing on the day, savouring its many flavours.


SUNSET

O! What a thunderously wondrous facade
Is our planetary day – sunset is coming
A long stretch of sand fring’d by forest
Heavy sandwalking, seawaves talk in melodies
Sand scouts attacking the inside of my trainers
I have a litre of water, but no food
I’ll survive – river gouges trenches thro’ sand
I take off my shoes, wade knee-deep
Climb the far bank like the black sands of Iwo Jima
Then settle, set up camp, being a mile from humanity
I swim & wash, then wrap my dripping skin
In a warm blanket of Calabrian air
Sky, glimmering with sunset, possess’d by Saharan dust
Restitches my heartloss’s many pick’d-at scars!


NIGHTFALL

Grasping for a fondling of the stars
I raise towards the heavens these reverent arms
Seeking redemption in a moony universe
Eternally consum’d by the need to create
Enjoying my poet’s right to roam the world
I stand before you all a naked man
Tainted by spasmodic unruliness
As any gutter wretch from too much wine
But am actually, obstinately, one of the poets
You will find us living somewhere among you
They will look a lot like you & me
But if you were to peel back their eyes
You would see creation gurgling like a baby
You would see the inexpressible express’d!

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